Andando a Far Spesa (30 settembre 2004)

Roteando di giorno tra le vie di Luanda, in macchina tra gli incroci rotondi e le rotonde quadrate, su isole poco pedonabili a zigzagare i pedoni, ritrovi le ondulanti donnine col loro carico di merce varia. Potresti uscirtene di casa, senza scendere da una macchina, anche solo per fare la spesa, sicuro di avere più possibilità che alla COOP di trovare tutto.

Come distinguere chi vende da chi semplicemente passeggia? Dalla posizione delle cose sul corpo dell’ambulante (non certo da quello che tengono in mano visto che ognuno gira per strada con almeno 10 kg di cose): chi vende fa della testa la sua vetrina… tutto è rinchiuso nell’equilibrio delle bacinelle di plastica cinese, e tu con lo sguardo cerchi di riconoscere dalla distanza che cosa puoi trovarci dentro…

Adoro le donne che trasportano frutta: chi vende banane sembra egli stesso un tronco di palma su cui il frutto “ha attaccato”, ed è maturato. Sottoposte a pesi allucinanti quelle che vendono pomodori e quelle che vendono arance; per un pubblico specifico e spesso ferme, quelle che vendono avocado.

Chiaro che non ci si ferma alla frutta. Incredibili quelle che vendono ciabatte, tipo brasiliane infradito havaianas: non riconoscendo il sopra ed il sotto te le immagini camminare anche a testa in giù; quelle che nelle bacinelle ci tengono altre bacinelle ed in queste altre sembrano giocolieri arrivati al NUMERO + DIFFICILE, quello da rullo di tamburi. Ultimamente mi fanno impazzire quelle che vendono cerniere, alle quali sembra sia esplosa la testa intera e quelle che vendono pesce, solo per cercare di capire che pesce è: ci provi ad occhi chiusi dal grido teatrale che emettono ogni 10 passi, proprio di ogni tipo di pesce venduto; o a occhi aperti cercando di distinguere la coda di questo o di quello, o la bocca coi dentini, se li hanno messi in direzione opposta.

Oggi esco in macchina solo per andare a prendere frutta: la mia cuoca mi ha detto che al pesce c’avrebbe pensato lei:

Esco appena sento il grido giusto, lasciami 300 kwanzas”

Bene, allora io penso agli ananas”.

Torno a casa con 1 ananas, 2 papaye, 2 avocado ed un grande cavolo. Colto da raptus, compro anche 4 lampadine, un pallone da calcio ed un pezzo di legno di Cabinda.

Una volta a casa sulla tavola c’è solo l’acqua e la cuoca sembra imbarazzata:

E il pesce?”

Non è passato”.

venditrice di... ?

Annunci

Informazioni su albertolibertad

Vivo della mia famiglia, delle emozioni, del futuro
Questa voce è stata pubblicata in Angola 2004-05 e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...